Banca di Asti con una donazione di 300 mila euro all’Ospedale ASL di Biella dà l’avvio al progetto di raccolta fondi per l’acquisizione della PET

Nella mattinata di giovedì 23 aprile 2026, presso la Sala Conferenze di Biver Banca in via Carso a Biella, si è svolta la Conferenza Stampa congiunta “Un nuovo orizzonte di sviluppo per la sanità biellese. Presentazione di un progetto di coinvolgimento del territorio a favore dell’Ospedale di Biella”, in cui Banca di Asti ha ufficialmente annunciato la donazione di 300.000 euro all’ASL di Biella.

Il Vice Presidente del Gruppo Banca di Asti, Roberto De Battistini, ha ricordato la collaborazione avviata con l’ASL di Biella durante la pandemia, quando fu realizzato rapidamente l’hub vaccinale che ha servito migliaia di persone. Oggi, pur senza un’emergenza sanitaria, restano forti i bisogni del territorio. Per questo la Banca ha scelto di sostenere un nuovo progetto strategico: l’introduzione della PET/CT all’Ospedale di Biella, una tecnologia avanzata con applicazioni in ambito oncologico, neurologico e cardiologico. Un investimento importante che punta anche a coinvolgere altri sostenitori, con l’obiettivo di generare un impatto concreto e duraturo per tutta la comunità.

Il contesto

Ogni anno circa 800 pazienti del territorio biellese – in gran parte oncologici – si trovano a dover percorrere decine o centinaia di chilometri per sottoporsi a un esame PET/CT, molto spesso in un momento già delicato del loro percorso di cura. Con questo progetto, 800 pazienti all’anno che ad oggi si spostano fuori dalla Provincia potrebbero eseguire la PET/CT stando a Biella, con importanti opportunità in termini di qualità della diagnosi e della terapia anche per il futuro. A questi si aggiungono ulteriori pazienti che, in prospettiva, potrebbero beneficiare di questa tecnologia anche in àmbito neurologico e cardiologico, per un fabbisogno complessivo di oltre mille esami annui. L’acquisizione della PET/CT da parte dell’ASL di Biella consentirà così di ridurre la mobilità sanitaria, avvicinando la diagnostica ai pazienti e alle loro famiglie, con benefici concreti in termini clinici, organizzativi ed emotivi.

Mario Sanò, Direttore Generale dell’ASL BI, ha sottolineato che la PET è un investimento strategico per il futuro dell’Ospedale di Biella, capace di migliorare qualità e attrattività della struttura. Ha inoltre ringraziato la Banca di Asti e evidenziato come la PET/CT permetterà di avvicinare le cure ai pazienti, riducendo gli spostamenti e offrendo benefici concreti, con prospettive anche terapeutiche future.

CHE COS’È LA PET/CT E PERCHÉ È DIVERSA DALLE ALTRE TECNOLOGIE

La PET/CT, Tomografia a Emissione di Positroni combinata con Tomografia Computerizzata, è oggi considerata lo strumento diagnostico più avanzato disponibile in Oncologia. Non è una tac migliore, né una risonanza magnetica più sofisticata: è qualcosa di radicalmente diverso.

Mentre le tecnologie tradizionali “fotografano” la struttura anatomica del corpo — le sue forme, le sue dimensioni — la PET/CT va oltre: vede il metabolismo cellulare. Rileva come le cellule si comportano, quanto glucosio consumano, quanto sono attive. Un tumore invisibile alla diagnostica convenzionale può diventare chiaramente visibile in una PET, perché le cellule tumorali hanno un metabolismo accelerato che le tradisce.

Il commento di Leo Galligani

“I vantaggi del “completamento” dell’assistenza sanitaria biellese con l’acquisizione della PET sono evidenti. Come è evidente che l’aver aperto la strada da parte della Banca Di Asti –  che ringraziamo –  sia occasione da non perdere dato il momento favorevole per altre vantaggiose coincidenze a partire dalla possibilità di ricorrere alla centrale di acquisto nazionale Consip – ha così commentato il Presidente dell’Associazione Amici dell’Ospedale, dottor Leo Galligani –. Il salto di qualità, direi la necessità, di non perdere l’occasione riguarda i numerosi benefici assistenziali a favore di molte centinaia di ammalati attualmente in seri disagi, costi, lunghi tempi da rischio-vita, comunque discriminati. L’Ospedale è di una città, essenziale coadiutore del benessere; motivo della sua crescita o del suo declino. In questo caso la rinuncia al “completamento dell’assistenza” avrebbe anche effetti negativi connessi, non solo la sottovalutazione di un gesto e di un’opportunità”, come si legge nel Comunicato Stampa congiunto tra Banca di Asti e la nostra ASL.

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